mercoledì, agosto 29, 2007

19-08-07 Folgaria Mega Bike

Domenica 26 agosto abbiamo preso parte alla Folgaria Mega Bike, fortunatamente con il sole, visto che era praticamente una settimana che pioveva. Io personalmente non ero mai stato a Folgaria, devo dire che il posto è veramente bello, come tanti paesini di montagna, però questo mi ha dato l’impressione di essere veramente curato. Sembrava di stare in una cartolina, tanto tutto era perfetto. L’organizzazione della gara e il tracciato, ovviamente, erano altrettanto perfetti, confermavano l’impressione iniziale.
Questo è il racconto della domenica precedente la gara, quando siamo andati a provare il percorso CLASSIC, non perché volevamo fare il tempo in gara, ma solo per renderci conto del tracciato, salite e discese, dove parcheggiare la macchina, ecc., tanto per non farci prendere alla sprovvista la mattina della gara.

Siamo pronti per partire, ma non eravamo in quattro? Iniziamo bene, Gianpi ha dimenticato la borraccia a casa e ora è in giro per il paese a cercarne una. La ricerca ha esito negativo, comunque al suo ritorno si parte. Speriamo bene. Percorriamo il primo chilometro e mezzo di asfalto in direzione passo Sommo, entriamo sulla sterrata che sale lungo da pista da sci, e… “se il buon giorno si vede dal mattino”, Gianpi buca. Fermata collettiva per riparazione del tubeless, inserendo la camera d’aria. Sorpresa!!! Mi pare che la camera d’aria non stia proprio gonfia durante il montaggio, ma ormai il copertone è stato inserito, dopo 5 minuti di “pompaggio” è sempre sgonfia. Smontata tutto, verifica la camera e…, bucata ancora prima di essere usata. Tiriamo fuori una seconda camera, si monta, si gonfia e finalmente si riparte. Tempo perso mezzora circa e gambe di “marmo” al momento di ripartire.
Arriviamo, qualche chilometro più avanti, al rifugio Stella d’Italia, dove Gianpi decide di andarsi a lavare le mani, visto che in un ora abbiamo percorso ben 8 Km! Aspettiamo e approfittiamo per fare qualche foto.
Arriva Renzo ...

Arriva Roby ...

Tohhh, chi si vede, arriva Gianpi.

Proseguiamo tra splendidi scenari, il percorso, poi, è completamente “tabellato” noi seguiamo le indicazioni rosse recanti la scritta CLASSIC.

Immagine di un passaggio molto suggestivo.

Sulla seconda salita asfaltata parte Roby, Super Gianpi lo segue, peccato ... che al successivo incrocio, presi dalla sfida ad alta velocità, saltano l’indicazione con una bella freccia a sinistra... Noi, invece, abbiamo tutto il tempo di vederla, vista la nostra velocità da “bradipi”, infatti giriamo. Pedala, pedala, pedala, e cominciamo a pensare che i due fenomeni non ci avevano aspettato. Poi, come accade nei migliori gruppi affiatati, cominciamo a degenerare contro i due “simpaticoni”, che non si erano fermati. Continuiamo a pedalare e a fare congetture, sempre più pesanti, tipo: che c…o di fretta gli è venuta, ma dove c...o vanno, sono finiti nel burrone, ma guarda quei due s... ecc., ecc.. Oltretutto il telefono prende a tratti, oppure squilla quando sei nella rampa in salita e proprio non ti va di fermarti, perché poi per ripartire, magari devi fare un tratto a piedi. Il bello è che noi correvamo dietro agli “scatenati”, mentre loro, sapendo di aver sbagliato strada, correvano dietro a noi, facendo congetture e apprezzamenti nei nostri confronti perché non li avevamo aspettati. Infatti, alla fine, quando ci siamo finalmente “ricongiunti”, ci siamo fatti 10 minuti di sane risate, raccontandoci gli apprezzamenti fatti gli uni sugli altri. Erano molto simili !!!
Finalmente riuniti davanti a Forte Cherle.

Proseguiamo il giro, dopo un tratto in discesa, prati, mucche, panorami e bei passaggi, arriviamo agli ultimi tre strappi in salita, prima degli 8 chilometri finali. La piantina, scaricata dal sito della Folgaria Mega Bike, diceva 16%, sarà, ma a me è parso di più.
Lungo il percorso si incontrano spesso rovine della prima guerra mondiale, come nel caso qui sotto, la scala che si vede, portava al vecchio ospedale militare.

Affrontiamo le ultime tre rampe e arriviamo sulla sterrata che attraversa la pista da sci. Un paio di chilometri in falso piano e poi tutta discesa fino alla macchina. Decidiamo di fermarci al rifugio incontrato all'inizio, Stella d’Italia, per un meritato spuntino.

Come potevamo concludere questa gita se non davanti una bella fetta di torta e all’ennesima foratura? Sempre dello stesso, OVVIAMENTE!!!

Ci vediamo in gara al 26 agosto, senza Gianpi !!!

venerdì, agosto 10, 2007

08-07-2007 Sella Ronda Bike Day 2007

Ripetuta l’esperienza del Sella Ronda Bike Day ad un anno di distanza. Questa volta è andata anche meglio, sia perché eravamo un po’ più preparati, sia perché non ci sono state le polemiche dello scorso anno, con annessi vetri sulle strade. Sul panorama non ci sono commenti da fare, semplicemente meraviglioso. Partenza da S. Cristina, ore 8.40, in direzione passo Gardena / Sella.

Rapporto molto agile e andatura al limite del ribaltamento, vista la partenza in salita, almeno per i primi chilometri fino al bivio Gardena / Sella, dove arriviamo alle 9.27.
Qui è posto un “rilevatore di passaggi” che, al momento in cui passiamo noi, segna già 447.
Alcune foto di rito e poi si riparte per scalare il Gardena, dove arriviamo alle 10.00.

Il passo Gardena si presenta già “ricco” di ciclisti.
Ripartiamo per Corvara, dove giungiamo, dopo una fantastica discesa,
anche se l’asfalto non è perfetto, alle 10.20.
Qui ci svestiamo per affrontare il Campolongo, per tutto il giorno ci vestiremo prima di affrontare le discese, per poi toglierci tutto prima delle salite.

Dopo il “togli e metti” ripartiamo per affrontare il passo Campolongo, forse il più facile dei quattro di giornata, che però presenta lunghi rettilinei in salita e anche tratti impegnativi, soprattutto all’inizio e verso la fine. Oltretutto io me lo ricordavo molto più pianeggiante, credevo di ricordare che, fatti i primi 3 - 4 tornanti iniziali, poi ci fosse un lungo falsopiano, invece è quasi vera salita. Arrivati a passo Campolongo verso le 11.00, sosta per caffè e vestizione in vista della discesa.

Dal Campolongo ad Arabba ci sono 10 minuti di discesa, da qui ripartiamo per affrontare passo Pordoi, circa 9,5 chilometri, probabilmente la salita più impegnativa anche perché la più lunga. Per scalare il Pordoi ci impieghiamo 60 minuti tondi tondi, foto comprese.

Ciclisti impegnati sul Pordoi.

Immagini da passo Pordoi.

Pronti per la discesa.

Altri 10 minuti di discesa e siamo al bivio Pordoi / Sella, si gira a destra per affrontare l’ultimo passo di giornata, il Sella appunto.

Sono gli ultimi 40 minuti di passione, sempre foto comprese, per scalare anche il Sella.
Per me la salita più dura, anche perché è la quarta, comunque la più ripida.

Una volta raggiunta la vetta però, lo spettacolo ripaga della fatica.

Non ci resta che la discesa finale per tornare a S. Cristina dove abbiamo lasciato la macchina.
Chilometri totali circa 68, dislivello (in salita) 2300 metri.

Percorso ufficiale visitabile al sito www.sellarondabikeday.com

Altimetria ("casereccia" forse non perfetta, ma rende l’idea).

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