20-10-07 Granfondo Carpi
Per chiudere degnamente la stagione ciclistica, non potevamo mancare all’ultimo appuntamento stagionale con la Gran e Medio fondo di Carpi.
In cinque abbiamo fatto la Medio-fondo di 95 Km e uno ha fatto la Gran-fondo di 142 Km.
Noi siamo arrivati di venerdì, volevamo farci anche il fine settimana.
Sabato mattina, giorno della gara, piove.
Ritrovo con gli altri al nostro albergo, senza perdere tempo a cercare parcheggio nei dintorni della gara, sebbene fossero predisposti parcheggi appropriati. Verso le 10.00, con la strada bagnata, ma sta smettendo di piovere, ci avviamo verso la zona di partenza. Ci accorgiamo che l’albergo dista circa 12 Km dallo striscione del VIA, ma noi lo prendiamo come riscaldamento, visto che la temperatura è sotto ai 10° C.
Piazza Martiri, zona di partenza, il venerdì.
La stessa piazza ma di sabato.
Anche noi siamo pronti per la partenza.
Sempre nell’attesa del via, non sappiamo se vestirci o togliere tutto. Non piove più, è uscito il sole, ma non fa certo caldo.
Viene finalmente dato il via, dopo alcuni minuti anche noi passiamo sotto la linea di partenza.
Dopo di che si sente solo il rumore degli attacchi delle scarpette ai pedali e via come i razzi (gli altri).
Io ho fatto i
Personalmente non mi sono accorto nemmeno di essere passato davanti alla Ferrari, tanto era il livello d’attenzione da tenere per stare fuori dei guai.
Eccoci all’arrivo, ovviamente sgranati, ma dopo qualche minuto d’attesa, un po’ alla volta, arriviamo tutti.
Manca solo Ivan, ma lui sta facendo i 142 Km, ci raggiungerà a pranzo.
Parcheggiamo le bici, si mangia !!!
Visto che ci trovavamo li, siamo rimasti a vedere la maratona di domenica. Ci siamo piazzati al passaggio del 30esimo chilometro, anche perché era davanti al nostro albergo.
Incredibile la velocità a cui passano. Ecco il primo gruppo.
Li abbiamo conosciuto il giudice di cui sopra, cioè quello che sovraintendeva alla disposizione delle borracce. Purtroppo non ricordo il nome ma ci ha fatto sbellicare dal ridere. FORTISSIMO.
Ci ha raccontato vita, morte e miracoli degli abitanti di Soliera, oltre ai suoi.
Poi ci ha anche messo al lavoro facendoci smontare 5 strutture in legno, scotch e filo di ferro, conficcate con perizia nel terreno e che reggevano altrettante bandiere e cartelloni di Dorando.
Il prossimo anno, se andiamo, ci mettiamo al 35esimo chilometro.

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